Indianapolis: il decimo acuto di Marquez

Marquez ha vinto anche ad Indianapolis

Mentre Valentino Rossi entra ancora una volta nella storia del motomondiale come pilota che ha conquistato più punti nella storia del motomondiale, Marquez vince la decima gara di questa stagione, confermando ancora una volta che è lui l’uomo da battere.
Ma nonostante il risultato finale, nei primi dieci giri sembrava che fosse la giornata giusta per Valentino Rossi che, dopo una partenza a fionda, ha fatto il ritmo per tutta la prima parte di gara, lottando con Dovizioso per la leadership. Una grande battaglia, che ha visto i due piloti insidiarsi ad ogni curva, con Rossi che ha dovuto fare un superlavoro nella staccata del lungo rettilineo di Indianapolis, dove la Desmosedici di Dovizioso ragiungeva una velocità nettamente più alta.
La svolta è arrivata a 17 giri dalla fine, quando Marquez ha sfruttato la bagarre a tre tra Rossi, Lorenzo e Dovizioso. I tre si sono insidiati e si sono toccati, con Lorenzo e Dovizioso che sono andati fuori traiettoria e Rossi che ha chiuso il gas per non cadere. A questo punto, Marquez si è trovato la porta spalancata verso la fuga.
Alle sue spalle è stata tutta in casa Yamaha la lotta per la seconda posizione: fino a metà gara Valentino ha dato la sensazione di potersi difendere, ma poi ad una decina di giri dal termine Lorenzo lo ha scavalcato perentoriamente, mettendo oltre 4″ tra sé ed il pesarese, che comunque sale nuovamente sul podio dopo aver mancato l’appuntamento sia ad Assen che al Sachsenring e diventa il primo pilota nella storia a superare la soglia dei 4.000 punti. Per Lorenzo invece si tratta di un altro risultato che porta ancora fiducia dopo il terzo posto in Germania ed il rinnovo di contratto con la Casa di Iwata.
Ai piedi del podio troviamo l’altra Honda di Dani Pedrosa, autore di una gara abbastanza anonima, nella quale non ha mai avuto degli spunti particolarmente brillanti. Lo spagnolo ora si ritrova quindi a ben 89 punti da Marquez nella classifica iridata, con Rossi appena 4 lunghezze più indietro. Continuando con questa marcia perfetta, dunque, Marc potrebbe chiudere matematicamente i conti a cavallo tra Misano ed Aragon.
Peccato, comunque, per il Ducatista che, per buona parte di gara, ha avuto il passo dei migliori. Il Dovi ha chiuso in settima posizione, preceduto da Espargaro e Bradley Smith.
La top ten si completa poi con Cal Crutchlow, Scott Redding ed Hiroshi Aoyama. Sicuramente si merita un bravo il britannico del Team Gresini, che quindi si è imposto tra le “Open” con la sua Honda RCV1000R, reggendo il passo del ducatista praticamente per tutta la corsa.
Sono stati tanti però i ritiri che hanno caratterizzato questa corsa: stupisce infatti che non ci sia Aleix Espargaro in cima alla classifica delle “Open”, ma il portacolori del Forward Racing è stato tamponato da Stefan Bradl ed il contatto è costato il ritiro ad entrambi. Out anche Andrea Iannone, tradito dalla sua Ducati dopo essere stato nelle prime cinque posizioni all’inizio. Si è chiuso dopo neanche un giro poi il weekend di Alvaro Bautista e Yonny Hernandez, caduti per un contatto alla curva 4. Peccato anche per Leon Camier, che sta sostituendo l’infortunato Nicky Hayden. Leon, infatti, ha preso il sedicesimo tempo in qualifica, menttendosi alle spalle piloti come Abram, che in MotoGP hanno lunga esperienza. Alla fine, la gara di Camier è finita con uno sfortunato ritiro per problemi tecnici.

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