Caro carburanti, la truffa geniale di un automobilista I Ha fregato tutti

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Dal 2018 decine di persone in provincia di Bergamo diventate vittime del truffatore seriale. Con la scusa del gasolio chiedeva soldi agli automobilisti promettendo un risarcimento ma per le autorità un’offerta volontaria non profila alcun reato. Inutili le denunce

Un “tizio strano” a cui hanno dato 10 o 20 euro e alcuni episodi risalirebbero ad agosto 2018. Emerge in rete il profilo del truffatore di cui si conosce soltanto il numero di telefono, una foto profilo di whatsapp e il tipo di automobile che guidava una Mercedes Classe A di colore grigio.

Si avvicinava alle auto al rifornimento dicendo di avere messo per sbaglio del gasolio nell’auto benzina. “Se inserisco della benzina posso diluire il gasolio senza creare problemi al motore“. A questo punto chiedeva alle vittime una banconota da dieci o venti euro che avrebbe poi restituito al ritorno a casa.

Per non destare sospetti, l’uomo, fingeva di essere un professionista in difficoltà e facendosi dare il numero di telefono delle vittime, lasciava il suo contatto telefonico come “garanzia” di restituzione del denaro. Nei giorni seguenti alle vittime non veniva effettuata nessuna ricarica Postepay, nessuna chiamata, e nessun appuntamento per restituire i soldi.

Sono decine i testimoni che sono convinti di essere stati truffati. Inserendo su Google il numero di telefono del contatto, infatti appaiono dei link a due siti dove sono presenti commenti di persone che hanno scritto di lui e su quello che è successo più o meno con stessa procedura.

Alcuni hanno raccontato di aver dato il denaro richiesto per paura di essere rapinati, ma anche perché il profilo Whatsapp aveva effettivamente la foto di un uomo.

Il danno e la beffa

Stando a quanto riporta il quotidiano Bergamo News, il truffatore avrebbe agito presso i distributori di benzina che si trovano tra Seriate, Bergamo e Carobbio degli Angeli. Da quanto sta emergendo dalla rete decine di automobilisti del bergamasco si dicono pronti ad individuare il truffatore.

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La sua modalità seriale, infatti, ha il vantaggio dell’efficacia ma ha la debolezza della riconoscibilità. Non ci vuole molto a circoscrivere i dati in possesso per risalire al profilo del truffatore seriale ma quello che impedisce un provvedimento delle autorità è la legge stessa.

Trattandosi di un offerta “volontaria” degli automobilisti, gli strumenti della legge messi a disposizione delle forze di polizia sono insufficienti a condannare il delinquente. I carabinieri, che stanno ricevendo le denunce, pur accertando il comportamento truffaldino dell’uomo, non possono rilevarne alcuna infrazione rispetto alla legge.

Published by
Gaetano Napolano