Mattia Pasini: “Vi racconto il mio Mugello…”

Mattia Pasini in azione

Intervista a 360° al pilota Italtrans Racing Team fra sogni, paure e ambizioni

Di Alessandro Bettelli

E’ rilassato mentre “sgranocchia” una pesca nel motor-home Italtrans Racing Team. Rilassato sì, ma l’energia positiva che emana è comunque ben percepibile. Sarà l’atmosfera del Mugello, dove ha vinto due volte, in 125 e in 250, sarà l’aria del Gran Premio di casa. Ma tant’è: il giovedì pre-weekend di gara, per Mattia Pasini è una bella giornata, anche se fuori dalla hospitality piove a dirotto e fa un freddo autunnale.

Mattia, che sapore ha, per te, il Mugello?

“E’ il Gran Premio di casa, che si disputa sulla pista più bella del mondo, di fronte al tifo più bello del mondo, dove possiamo fare realmente bene”

Sono arrivate le novità tecniche che aspettavi?

“Sì, qui abbiamo gli aggiornamenti 2016, che riguardano sia il telaio che il forcellone. Novità che abbiamo testato martedì a Misano e che sono andate molto bene”

Quindi le utilizzerete già nelle prove di domani?

“Sì, si tratta di aggiornamenti tecnici che mi hanno sin da subito consentito di avere un buon feeling con la moto. Un feeling che è addirittura andato migliorando nel corso del test. Questo ci dà una motivazione ulteriore per rimanere concentrati e fare il nostro lavoro al meglio”

Oggi piove a dirotto, ma pare che per la gara farà bel tempo. Tu in quale condizione preferiresti correre?

“Fa poca differenza, anche se sarebbe sempre meglio correre sull’asciutto”

Cosa ti aspetti da questa stagione, che ti vede tornato a gareggiare a tempo pieno?

“L’obiettivo è entrare nella top 5. E sono convinto che ce la faremo, poiché stiamo continuando nel nostro processo di crescita, gara dopo gara”

Quali sono le maggiori criticità che ti hanno fermato nei primi 5 Gp della stagione?

“Il fatto che il team è nuovo, non abbiamo riferimenti e dati dallo scorso anno, per cui ad ogni gara partiamo un gradino indietro rispetto agli avversari. Ma Italtrans Racing è un gran team nel quale mi trovo molto bene e insieme stiamo facendo un ottimo lavoro”

Ecco perché in gara sei sempre andato meglio rispetto alle qualifiche…

Mattia Pasini

“Insieme al team siamo impegnati in un lavoro costruttivo di crescita, gara dopo gara, finalizzato ad arrivare a occupare le posizioni che ci competono. Del resto, in Moto 2, il risultato va costruito step by step, perché la griglia è molto corta in termini di tempi sul giro e due decimi possono fare la differenza fra la quinta e la ventesima posizione”

Essere l’unico pilota di Italtrans Racing Team rappresenta un punto di forza o debolezza?

“Diciamo che entrambe le cose possono valere: da una parte ho l’opportunità di avere un team di lavoro tutto concentrato su di me, dall’altra, quando hai un compagno di squadra, lo sviluppo della moto procede più rapidamente”

Qual è stato il compagno di squadra col quale ti sei trovato meglio?

“Roberto Locatelli”

Hai gareggiato per anni, vincendo, in classe 250: quali le maggiori differenze rispetto alla Moto 2 e quale preferisci?

“Sono due moto completamente diverse come concezione: la 250 è molto più tecnica e selettiva, dove l’abilità nel mettere a punto la moto rappresenta un valore aggiunto non indifferente, capace di fare la differenza”

Quindi la Moto 2 è “più facile” rispetto alla 250?

“Per certi versi sì, appiattisce un po’ i valori in campo, anche se i talenti emergono sempre”

Ammesso che i talenti emergono sempre, quanto conta la fortuna nel motor sport?

“Moltissimo: essere al momento giusto nel posto giusto ti può cambiare la carriera”

Qual è la fortuna più grande che ritieni di aver avuto e quale il rammarico maggiore?

“La gioia più grande è quella di essere stato in grado di fare della mia passione il mio mestiere, quindi mi reputo fortunato. Il rammarico più grande è quello di non aver vinto ancora un titolo mondiale”

Due paure e due sogni?

“Ho paura del buio, quindi mi addormento con la televisione accesa. Poi ho sempre timore di fare tardi…”

Venendo ai sogni?

“Vincere un campionato del Mondo e volare su un Caccia”

“Spiegaci cosa accade quando abbassi la visiera…”

“Una sensazione unica, ti cambia la prospettiva del mondo. E’ come entrare in una dimensione parallela, quella della concentrazione estrema. Noi corriamo a 300 all’ora, e grazie, alla concentrazione, è come se vivessimo in una condizione percettiva rallentata, una sorta di slow-motion, che ci permette di essere centrati al 100% su quello che stiamo facendo”

Un mondo senza moto, che mondo sarebbe per Pasini?

“Non sarebbe il mondo. La moto è la mia vita, e tutto ha sempre girato attorno alle due ruote, come un compasso attorno al suo fulcro”

A che età sei salito sulla tua prima moto?

“Avevo 3 anni”

Ti è mai passato per la testa di smettere?

“Ho passato un periodo buio subito dopo la scomparsa di Marco (Simoncelli ndr), nel quale mi era un po’ passata la voglia. Sono stati mesi particolari, ma alla fine ho deciso di continuare per non “dargliela vinta””

Non darla vinta a chi?

“Al destino”

Le altre passioni, al di là della moto?

“Mi piace tutto ciò che ha a che fare coi motori, mi piacciono gli aerei, un po’ il basket, soprattutto l’NBA. Mentre il calcio mi appassiona davvero poco”

Con le quattro ruote come te la cavi?

“Non male, ho fatto qualche esperienza nei rally e non è andata male”

Ultimo pensiero prima di andare a dormire e primo pensiero della giornata.

“Le moto, le moto, le moto. Nella mia quotidianità tutto ruota attorno alla moto”

Sei fidanzato?

“No, sono felicemente single. Anzi, a dir la verità, vivo con la mia cagnolina Margot, un bull-dog francese. Dunque a chi dedicherai la prossima vittoria? Lo scoprirete da soli, sarà una sorpresa…”

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