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Punti patente, il trucco infallibile (e costoso) per non perderli I Ti costerà 1.142€, ma se non lo fai è peggio

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Una sentenza di Cassazione ha stabilito che se trascorre molto tempo tra l’infrazione stradale e la notifica della stessa all’interessato, quest’ultimo potrebbe non ricordare chi era alla guida del mezzo di trasporto.

Il codice obbliga il proprietario del veicolo a comunicare entro 60 giorni i dati dell’effettivo conducente, ma in caso di eccesso di velocità rilevato da un autovelox, la sanzione amministrativa viene notificata al proprietario del mezzo entro 90 giorni dalla avvenuta infrazione.

La penalità in caso di omessa comunicazione oscilla tra 282 a 1.142 euro nonché il taglio dei punti dalla patente. Se però si commette infrazione senza essere fermati dalle forze dell’ordine è tecnicamente possibile non subire il decurtamento dei punti dalla patente poiché non è automaticamente sanzionabile colui che non fornisce i dati sul conducente del veicolo.

Il caso è stato sollevato da una signora che ha dichiarato ai giudici di aver comunicato tempestivamente alla polizia municipale ma di non essere in grado di ricordare chi fosse alla guida al momento del rilevamento dell’infrazione. La donna ha contestato alla Corte di essere impossibilitata a farlo dato il notevole arco temporale trascorso tra l’infrazione e l’avvenuta notifica del verbale di accertamento.

Il giudice di primo grado ha confermato la tesi della ricorrente poiché “bisogna distinguere la condotta di chi omette del tutto di comunicare alla P.A. le generalità del conducente del veicolo al momento dell’infrazione da quella di colui che invece comunichi l’esistenza di validi motivi idonei a giustificare l’omessa trasmissione dei dati richiesti.”

Punti patente e idoneità della giustificazione

Riassumendo possiamo dire che nella sentenza in oggetto, la semplice dichiarazione dell’opponente di non ricordare chi fosse alla guida quando l’infrazione è stata commessa, è stata ritenuta dai giudici un motivo sufficiente ad escludere la presunzione di responsabilità che la norma pone a carico del dichiarante. Pertanto si dovrà pagare una sanzione aggiuntiva, ma si avranno ancora tutti i punti della patente.

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In buona sostanza, nel caso di decurtazione di punti dalla propria patente di guida, in conseguenza di una o più violazioni del codice della strada, oppure nel caso in cui, ad esempio, i collaboratori di un imprenditore, impegnati a svolgere l’attività guidando i mezzi aziendali, oppure come nella circostanza di specie ove il veicolo era utilizzato, oltre che da lei (l’opponente), anche dal marito e dalle figlie si può rimandare al giudice la valutazione di merito circa l’idoneità delle giustificazioni fornite.

Una tutela (anche se costosa) per tutti coloro che si trovano alla guida di veicoli sia nell’ambito della vita privata, sia in relazione all’attività lavorativa svolta.

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Gaetano Napolano