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Mezzi pubblici, italiani senza pace: arriva un altro salasso I Rincari ovunque, ecco quanto pagherai in più

Dopo gli aumenti già annunciati di tabacco e carburanti e con l’addio al taglio delle accise dopo sette mesi di proroghe, altri rincari nei trasporti stanno caratterizzando questo nuovo inizio dell’anno.

Si tratta di aumenti da Nord a Sud del paese soltanto per citare alcuni esempi di nuclei urbani dai più grandi ai più piccoli. In generale è tutto il settore dei trasporti che subisce degli aumenti che ricadono sulle spese quotidiane degli italiani. Infatti, anche Autostrade per l’Italia ha ritoccato le tariffe con un aumento generale del 2 per cento.

rincari-biglietto-trasporto-pubblico-tuttosuimotori.it
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A partire da gennaio sono aumentati i prezzi dei biglietti del trasporto pubblico locale in molte città italiane. Nell’occhio del ciclone finiscono anche le grandi città. A Milano, infatti, il biglietto dal 9 gennaio costerà 2,20 euro registrando un aumento di 20 centesimi.

Discorso analogo per Roma Capitale che a partire da agosto vedrà aumentare il costo del ticket passerà da 1,50 euro di oggi a 2 euro. Vengono toccati anche gli abbonamenti mensili e annuali. I primi saliranno da 35 a 46,70 euro, i secondi da 250 a 350 euro. A Napoli c’è stato già un recente aumento del prezzo a 1,20 euro per bus e metro. A Parma il costo del biglietto va da 1,50 euro a 1,60 euro.

Come noto, il governo ha scelto di dire basta al taglio delle accise sui carburanti con conseguente aumento di 20 centesimi di media al litro per benzina e diesel al distributore e si concretizza il rischio di aumenti a cascata. L’aumento dei biglietti del trasporto urbano rappresenta l’ennesimo colpo subìto dagli italiani che vedranno enormi difficoltà a far quadrare i conti familiari.

Caro-biglietti, le proteste dei pendolari

La “Colpa” è dell’inflazione, ovviamente, ma anche di contratti di servizio stipulati da anni e in certi casi, anche di un incremento di risorse inadeguato nei trasferimenti regionali. La decisione degli aumenti ha determinato non poche proteste fra i pendolari, che a Roma hanno organizzato sit-in a dicembre e lanciato una petizione per scongiurarne gli effetti.

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La Regione Lazio ha specificato di stare lavorando per scongiurare l’aumento del costo dei biglietti Atac, reperendo i fondi necessari “in modo da non ledere i bilanci delle aziende coinvolte, ed evitare assolutamente che l’aggravio dei costi ricada sulle tasche degli utenti, e in particolare sulle fasce più deboli della popolazione”.

“Anche perché l’aumento del biglietto comporterebbe inevitabilmente un aumento dell’uso dei mezzi privati, a scapito della qualità dell’aria e dell’ambiente in cui viviamo e che sentiamo il dovere e la necessità di tutelare, sempre”.