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Motocicletta della Ferrari, risposta affermativa I Cinque anni per realizzare la “Cavallina” a due ruote

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Risale al 1995 il lancio della prima moto firmata Ferrari. La Ferrari 900 ideata da David Kay non fu proprio un successo. Destò una grande curiosità tra gli appassionati ma null’altro fino al 2012 quando fu messa all’asta per 110.000 dollari.

La storia della Scuderia Ferrari è costellata di successi straordinari. Il marchio Ferrari è tra i più amati in tutto il mondo per la ricercatezza dei suoi disegni e la ricchezza di dettagli meccanici all’avanguardia tra i costruttori per la competenza ingegneristica, peri il design e le qualità dei componenti e dei materiali utilizzati.

Era il 1990 quando un facoltoso americano David Kay scrisse una lettera appassionata alla Ferrari per chiedere il benestare per poter utilizzare il brand del cavallino per un progetto che già all’epoca sembrò assai suggestivo. L’esito positivo venne dallo stesso Piero Lardi Ferrari discendente diretto della dinastia Ferrari.

Si trattava di un modello di moto di sua produzione, un pezzo unico che lo impiegò nei successivi 4 anni in un lavoro meticoloso al limite del maniacale. Circa 3000 ore per realizzare finalmente il pezzo che fu presentato nel 1995 tra lo stupore dei fan incuriositi. La Ferrari 900 era la prima moto griffata Ferrari.

Fin da principio la Ferrari 900 apparve in verità sgraziata, con elementi direttamente riconducibili al modello leggendario di Testarossa in voga negli anni ’90. Stesse prese d’aria laterali sulle fiancate e doppio faro anteriore simile alle “rosse” di quel periodo. Nel complesso però il design sembrava uscito dagli anni ’70 e questo le donava un fascino così retrò che poco si allineava con le forme più snelle delle contemporanee.

F900 caratteristiche e ciclistica

Il motore era un quattro cilindri in linea raffreddato ad aria da 900 cc a sedici valvole ad iniezione, con un cambio a cinque marce in grado di sviluppare una potenza di 105 cavalli che le consentiva di raggiungere una velocità massima (dichiarata) di ben 265 orari.

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I carter motore erano in magnesio, disponeva di una per allora avveniristica strumentazione digitale, i parafanghi in carbonio e il telaio in tubi di leggerissime leghe metalliche che le permettevano di pesare appena 172 chili. Leggerissima per una moto di tale cilindrata.

Quanto alla ciclistica, il telaio era in tubi di alluminio, la forcella, una delle prime upside down, ossia a steli rovesciati costruita da Forcelle Italia, ammortizzatori Wps e naturalmente freni a disco Brembo con pinze a sei pistoncini montati su ruote con cerchi da 17 pollici. Il leggendario cavallino rampante era posto sul serbatoio e sulla testata del motore. Data la sua unicità nel 2012 fu venduta ad costo proibitivo di 110.000 dollari alla Bonhams ma la Ferrari non ebbe mai animo di produrla.