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Prezzi benzina, preparati alla cara Pasqua: speculazioni in arrivo I Piangi anche dopo le feste

rialzo-prezzo-benzina-pasqua-tuttosuimotori.it
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Caro benzina. Spostarsi per le vacanza di Pasqua è un vero e proprio salasso per il portafoglio. Assoutenti rivolge un vero e proprio appello al Governo per fermare questa che definisce una vera e propria speculazione

Oltre 16 milioni gli italiani pronti a partire per i ponti di Pasqua e del 25 aprile, cui si aggiungono altri 2,5 milioni di indecisi: saranno almeno 8 milioni chi farà una vacanza a Pasqua, di cui il 60% farà 2 notti fuori casa, ma uno su dieci allungherà anche per tutta la settimana.

In concomitanza con le partenze degli italiani per le vacanze pasquali, tornano a salire i prezzi dei carburanti alla pompa, con la benzina che supera ancora una volta la soglia psicologica dei 2 euro al litro.

Assoutenti in questa occasione, chiede un intervento dell’esecutivo in vista di una situazione sempre più pesante per le già provate tasche degli automobilisti italiani. Il rialzo dei prezzi della benzina registrato lungo la rete italiana potrebbe essere frutto di manovre speculative in vista delle partenze degli italiani per le festività di Pasqua.

Il comunicato è rivolto al Governo con la finalità di attivarsi tempestivamente per verificare la correttezza dell’andamento dei listini alla pompa.

L’intervento di Assoutenti

Se si considerano gli spostamenti degli italiani in auto lungo la penisola nel periodo pasquale e in occasione del ponte del 25 aprile, e i maggiori rifornimenti di carburante con cui le famiglie dovranno fare i conti, i rincari della benzina rischiano di provocare un colpo pari a complessivamente +120 milioni di euro rispetto alla spesa sostenuta per le festività pasquali del 2022.

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Dopo la decisione di domenica dell’Opec+ di tagliare la produzione, le quotazioni del petrolio hanno registrato nelle ultime ore una tendenza al rialzo che tuttavia non giustifica in alcun modo i rincari dei listini ai distributori – spiega il presidente Furio TruzziI prezzi del Wti e del Brent sono infatti del tutto in linea con le quotazioni registrate a inizio marzo, pari rispettivamente a 80 e 85 dollari al barile, e anche nell’ipotesi in cui il petrolio dovesse subire repentine fiammate, gli effetti alla pompa si vedrebbero solo dopo alcuni giorni

Il nostro timore, dunque, è che la ripresa della corsa della benzina sia legata all’incremento degli spostamenti in auto degli italiani in occasione delle prossime vacanze di Pasqua e del ponte del 25 aprile – prosegue Truzzi – Per questo chiediamo al Governo di attivarsi tempestivamente, disponendo controlli da parte della Guardia di Finanza e di Mister Prezzi, tesi a bloccare sul nascere eventuali speculazioni a danno dei consumatori